●_Laura's profile«In un'altra vitaPhotosBlogLists Tools Help

Blog


    May 27

    presagio triste.

    Da quanto tempo che non scrivo qui.
    Di solito lo faccio quando sono triste, o malinconica, o non ho proprio niente da fare.
    Non so quale delle tre.
    E' da tre giorni che mi tormento il cervello.
    Forse oggi avrei fatto meglio non andare a scuola. Ma era l' u l t i m a   v o l t a. Che scema che sono...
    Avevo il bisogno di andare, di pensare un po'. Volevo vedere se almeno oggi sarei riuscita a capire qualcosa, e invece è andata peggio.
    A pensarci forse è una rivincita contro me stessa che voglio. Solo al pensiero di quello che ha fatto però mi crolla tutto, mi si serra la bocca e mi si crea un nodo in gola mentre lo stomaco si dà alla ginnastica artistica.
    Una parte di me prevale sull'altra, che sta seduta in un angoletto, tutta ranicchiata a piangere, ed esce fuori per difenderla incanalando tutta la rabbia verso l'esterno, verso chi "ha fatto del male" quella me. Ecco perchè sono acida. No, di più. Divento un muro quando devo avere a che fare con chi non conosco.
    Sembro un genitore paranoico e apprensivo nei miei stessi confronti. La Me "genitore" mi protegge, mi vede piccola e indifesa, mi tiene lontana dai rischi fino all'ossessione. L'altra Me quasi mi odia in certi momenti, quando oltrepasso i limiti di quell'ossessione ma quando fa di testa sua e sbaglia rimane in quell'angolo, sola a piangere, senza forze, mentre la difendo sollevando quella muraglia di altri due metri verso il cielo.
    Forse davvero ci sono domande a cui non è meglio dare risposte. Io, nel mio piccolo mondo, ho voluto ricevere le mie piccole risposte, ma non sono arrivate. Come faccio a capire se è meglio così? Come faccio a rassegnarmi se quando ci provo lo stomaco brucia e urla di smetterla?
    In più si aggiunge questo pensiero, che mi gira intorno. La malinconia è tornata.
    I ricordi sono così lontani da sembrare irreali. Non tornerò più indietro. E' come se non avessi mai vissuto la mia vita, come se quelli fossero solo stati sogni perchè altro non possono essere se sono così remoti.
     
     
    "Fu vivendo così che scoprii per la prima volta che vi sono momenti in cui i suoni si possono anche vedere. Anche se c'era in quella visione una nostalgia ancora più antica. Quella splendida melodia risvegliava in me il ricordo di un tempo molto lontano in cui io guardavo la musica proprio come adesso, e la dolce sensazione di allora. Chiusi gli occhi, mi concentrai nell'ascolto e immaginai di trovarmi nelle verdi profondità del mare. Tutto il mondo sembrava risplendere di quel verde luminoso. La corrente fluiva lenta e trasparente, e lì in fondo tutte le pene non facevano più male dei banchi di pesci che mi sfioravano la pelle nuotando. Ebbi un triste presagio, come se il buio fosse sceso di colpo mentre ero lì da sola, e trascinata lontano dalla marea, avessi corso il rischio di perdermi."